“La vita degli amici immaginari a volte fa proprio schifo”, afferma il protagonista di questo malinconico cortometraggio animato realizzato da Steve Baker.

Il video racconta la storia di un personaggio immaginario, partorito dalla mente di un bambino di nome Andrew, che deve accettare di essere ormai stato dimenticato. Riuscire ad accettare la separazione non è semplice per una creatura nata proprio per tenere compagnia a qualcuno, e così il nostro eroe ci racconta di come abbia tentato di condurre una vita normale anche senza il suo migliore amico, superando il suo problema e cercando di socializzare con gli altri “amici immaginari dimenticati”. A volte, quando è triste, questa creaturina prova ad immaginare il suo personale amico immaginario, ma la cosa non gli dà molta soddisfazione. Essere dimenticato però è una cosa che un amico immaginario riesce a sopportare, quando viene a sapere che il “suo bambino” è felice.
Semplice quanto geniale, l’dea dietro questo cortometraggio è di grande efficacia ed è valsa a Steve Barker il primo premio al Tropfes Festival di Sidney.
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Quanti di voi sono stati vittima della fastidiosa abitudine della propria madre di leccarsi un dito per cancellare eventuali tracce di sporco dal viso del “proprio piccino”? In quanti vi siete ormai rassegnati all’idea che questa diffusa forma di imbarazzo pubblico non svanisce con l’approssimarsi dell’età adulta, e rimane anzi uno dei clichè che le madri di tutto il mondo perpetuano senze riserve per tutta la vita?
Lo stereotipo qui descritto ha di recente ispirato la realizzazione di un suggestivo (ed inquietante) prodotto chiamato Momspit (letteralmente “sputo di mamma”), un detergente da usare sul viso, che non occorre risciacquare.
La pagina del prodotto lo descrive così: “Momspit (ispirato all’originale) è il detergente universale utilizzabile senza risciacquare. Non è un disinfettante e non contiene alcol. Infatti è abbastanza gentile da essere utilizzato sul viso. Momspit è sottoforma di schiuma per essere applicato con facilità, elimina lo sporco ed il sudiciume e lascia la pelle idratata e profumata”.
Non sto scherzando. Si tratta di un prodotto realmente esistente, ovviamente non a base di saliva di madre, in vendita come detergente neutro o profumato al fico e tè verde o al limone ed al tè bianco. Potete acquistare Momspit per 9 $ (6 €) nella confezione da 60 cl e 18 $ (12 €) per quella da 200 cl.

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Questo video in lingua Telugu viene dall’India ed è stato realizzato e promosso dalla Nrityanjali Academy. Lo spot ha scopo educativo, ed istruisce chi lo guarda sull’utilizzo del preservativo come strumento per difendersi da AIDS, malattie veneree e gravidanze indesiderate.
Pur essendo venuto alla luce per un più che nobile scopo, il filmato presenta una certa vena di comicità presentando al pubblico un gruppo di “Teletubbies dei profilattici”, come molti utenti di YouTube li hanno definiti, che cantano e ballano al ritmo di un jingle istruttivo sui condom.
Devo ammettere che il motivetto cantato è orecchiabile, ma devo ancora capire a quale target si rivolga uno spot lungo sette minuti in cui i protagonisti principali sono vestiti da preservativi danzerini.
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“Il Principe dei pesci stava pescando sogni nello Stagno Rien, che si era formato dalle emozioni quotidiane di tutte le creature fuse assieme, mentre sorvegliava gli abitanti del Villaggio Rien”. Inizia così Rien-mura Monogatari, le avventure del Villaggio Rien, un cortometraggio animato (in realtà pensato come episodio pilota di un’intera serie) in stop-motion in cui ogni oggetto ha un viso ed ogni creatura ha una storia da raccontare.

Pensato dallo studio creativo The Village of Marchen con sede a Tokyo, il corto è opera di Keita Funamoto e Eriko Takano, ed è stato filmato utilizzando minuscole statue in ceramica realizzate con la tecnica tradizionale giapponese.
Dolcissimo, surreale ed a volte delirante il cortometraggio racconta delle avventure quotidiane di alcuni dei cittadini del Villaggio Rien, popolato da affascinanti creature di fantasia.
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