E’ dai tempi di Supercar che desideriamo un’automobile robotica.
Per quanto calda e suadente sia la voce del nostro GPS, sappiamo ahimé che la tecnologia è ancora lontana dall’arrivare a produrre auto robotiche con le capacità esibite da KITT nello show televisivo.
Ma l’auto robotica del futuro potrebbe essere persino più espressiva e comunicativa del veicolo guidato da Michael Knight, e non si limiterebbe a comunicare con noi attraverso una voce preregistrata ed un set i LED luminosi: l’auto in questione avrebbe anche una faccia.
AIDA è un progetto sviluppato dai ricercatori del SENSEable City Lab del MIT in collaborazione con Audi, ed è forse il tentativo più concreto sino ad ora di creare un navigatore robotico commercializzabile integrato in un’autovettura.

AIDA (Affective Intelligent Driving Agent) spunta dal cruscotto dell’auto nella quale è integrata e ci segue con il suo espressivo sguardo robotico mentre guidiamo: e nel frattempo calcolando per noi il percorso ottimale.
Niente più di un comunissimo TomTom? Sbagliato: AIDA è un navigatore intelligente, che impara a riconoscere le abitudini del guidatore e ad individuarne le destinazioni più frequenti. Combinando queste informazioni con dati in tempo reale sul traffico, il robot elabora il percorso ideale in ogni situazione.
Creata con una faccia per permettere al proprietario dell’auto di stabilire un legame affettivo di familiarità con il robot, AIDA controlla e coordina decine di sensori all’interno ed all’esterno dell’auto, diventando un tutt’uno con il veicolo.
Al momento tuttavia non si sta lavorando a componenti aggiuntivi che aiutino nella caccia ai criminali. [via Popular Science]
Se pensiamo alle mosche, gli aggettivi che ci vengono in mente sono pochi ma incisivi: fastidiose, onnipresenti, invadenti. Se pensiamo alla pubblicità, gli aggettivi che ci vengono in mente sono esattamente gli stessi.
Ad un certo punto, qualcuno deve aver collegato le due cose, perchè proprio di recente si è deciso di abbinare le mosche alla pubblicità.

La casa editrice tedesca Eichborn, in occasione del Frankfurt Book 2009, ha pensato di promuoversi usando 200 mosche a cui far trascinare minuscoli striscioni pubblicitari in giro per la fiera. E’ nato così il microadvertising.
Non sono sicura di quanto siano state felici le mosche di questa opportunità lavorativa, ma una cosa è certa: i visitatori sono rimasti a bocca aperta. [via Geekologie]
Nell’immaginario comune la vita in campagna è estremamente tranquilla e serena, e chi vive in città spesso invidia ai contadini i ritmi più naturali ed equilibrati che muovono una giornata nell’orto. Ma non è tutto oro quel che luccica: in campagna, a volte, ci si annoia a morte.
Per combattere la noia, dunque, i contadini più creativi (o i loro figli) si dedicano ad attività artistiche all’aria aperta. Ovviamente per un artista è particolarmente comodo e conveniente usare dei materiali che si possono reperire facilmente, oggetti che si possono avere sotto mano ogni giorno, e quindi cosa c’è di meglio per il contadino scultore se non le balle di fieno.
Vi sembra che la mia sia un’immagine stereotipata dell’agricoltore? Eppure di sculture create con il fieno ce n’è a bizzeffe: date un’occhiata alla galleria di immagini qui in basso e rimarrete a bocca aperta.
Si va dai semplici pupazzi di neve e dalle zucche di Halloween, fino a dettagliatissime sculture di animali per arrivare ad interi castelli modellati col fieno. E se una mucca dovesse mangiarsi le fondamenta? [via PlanetOddity]
L’idea è dell’artista coreana Soomi Park, e se per ora è lei l’unica a produrle, le ciglia luminose hanno tutta l’aria di poter diventare il nuovo trend strampalato proveniente dall’Estremo Oriente.
Ma perchè delle ciglia finte con LED incorporati?

L’artista racconta:
“ Le ciglia LED sono state create per trovare la risposta ad una semplice domanda: perchè le donne vogliono occhi più grandi? In particolare le donne asiatiche tendono più spesso a desiderare occhi più grandi, considerandoli uno standard di bellezza.
Considerando che sono pochi gli asiatici a nascere con gli occhi grandi, chi non li possiede può soltanto ricorrere a sistemi alternativi per abbellirli. Le donne asiatiche hanno un gran repertorio di espedienti che abbelliscano il loro sguaro: trucco, gioielli e chirurgia plastica. Il desiderio di avere occhi più grandi è quasi ossessivo e moltissime donne ricorrono alla chirurgia per far avverare il loro sogno“.
Non saranno particolarmente pratiche da indossare, ma le ciglia luminose sono indubbiamente una soluzione più salutare e meno drastica della chirurgia estetica; e bisogna ammettere che hanno un certo fascino vagamente cyberpunk. [via MAKE]