Due Spot pubblicitari fortemente criticati:
Il primo è Olandese e pubblicizza il Soesman Language Institute e invita soprattutto a prendere lezioni di inglese, soprattutto per evitare scene imbarazzanti.
Il secondo è un carinissimo spot della Durex, che non ha veramente bisogno di commenti.
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Icky Thump, questo è il titolo del nuovo album dei White Stripes, duo garage rock di Detroit, nel Michigan, fondato nel 1997 ed ormai approdato al successo internazionale.
Icky Thump uscirà nei negozi di tutto il mondo il 19 di Giugno (ma in Italia ed in Europa lo avremo in anteprima già disponibile dal 18) e conterà 13 tracce. Ma Meg e Jack hanno pensato bene di creare anche ad un’originalissima edizione a tiratura limitata dell’album, che verrà venduto anche in “versione USB drive”.
La pen-drive avrà una capacità di storage di 512 MB e sarà disponibile in due versioni, una ritraente Meg White e l’altra ritraente Jack. Soltanto 3333 copie di questa edizione dell’album verranno messe sul mercato, ed il prezzo sarà di 57.50$ l’una o di 99$ se vendute in coppia.
Il formato audio sarà l’mp4, compresso con il codec Lossless by Apple, che permette di non perdere qualità audio durante la compressione dei dati.

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Persino i sottilissimi elastici del tanga più minimalista si possono notare sotto un vestito particolarmente aderente. E tutti noi sappiamo che non c’è nulla di peggio per una persona di classe che lasciarsi andare a questo genere di piccole imperfezioni.
Altrettanto spesso, ahimè, succede che al vostro abbigliamento intimo capiti di sporgere dagli ormai irrinunciabili pantaloni a vita bassa, lasciando che la vostra elegante e smaliziata figura scada nel volgare per colpa di un paio di mutandine troppo “a vista”.
Per fortuna nel ventunesimo secolo esistono molte aziende sempre più attente alle esigenze specifiche di ogni consumatore; e per ovviare anche a questo problema la Love Honey ha ideato C-string, l’intimo invisibile!

C-string, che andrà probabilmente a sostituire i tradizionali tanga (G-string in inglese) nell’immaginario maschile, ha rinunciato ai tradizionali laccetti laterali, riducendosi ad una semplice “C” (da cui il nome) di stoffa, ovviamente più larga anteriormente ed invece filiforme dietro.
L’intimo più trendy del momento costa 14.99 £ (all’incirca 22 €), è acquistabile anche online ed è disponibile in quattro tonalità: bianco, rosso, rosa e nero.
Probabilmente non comodissimo ed ideale solo per i fisici particolarmente magri, c-string ha già fatto grande scalpore in Gran Bretagna e la ditta che lo produce ne prevede un grosso successo per l’estate. Staremo a vedere.

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Si chiamerà Face Bank e sarà disponibile in tre colori (grigio, blu e rosso), il primo salvadanaio animato mai pensato che mangia i soldi.
Face Bank ha dei sensori all’interno degli occhi, e quando vedrà avvicinarsi la mano disposta a nutrirlo aprirà automaticamente la bocca, per poi ingollare i vostri spiccioli con grande gusto.
Disponibile dal 6 Agosto al prezzo di 2380 yen (circa 20 $), è possibile pre-ordinare Face Bank sin da ora sul sito di Strapya World.
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Forse non a caso è successo il primo Maggio e forse Kevin Rose, il creatore di digg.com, doveva aspettarselo prima o poi. La prima ribellione “virtuale” su larga scala ha coinvolto proprio la comunità telematica maggiormente in crescita del momento: digg.com, risorsa di scambio e condivisione di articoli, notizie e siti di interesse, con 15 milioni di utenti che la visitano ogni mese.
Tutto è partito dal buon programmatore ventiquattrenne Chester Millisock, che proprio il primo di Maggio ha pubblicato su Digg una semplicissima stringa di codice che consentiva agli utenti minimamente esperti di superare le barriere delle protezioni antipirateria dei DVD ad alta definizione. Immediatamente il codice è finito in prima pagina, e con altrettanta velocità i colossi di Holywood hanno contattato direttamente Kevin Rose, invitandolo caldamente a rimuovere l’articolo, ed intimandogli conseguenze legali in caso contrario.
Chester Millisock quindi si è visto bannato ed il suo articolo è stato immediatamente cancellato. Con buona pace di digg.com e delle multinazionali dell’intrattenimento, penserete voi; ma Chester non si è arreso. E Chester aveva un sacco di amici in rete, pronti ad arrabbiarsi ed indignarsi con lui.
Ben presto centinaia di utenti hanno iniziato a votare per il post “incriminato” e a pubblicare loro stessi altri articoli contenenti il codice colpevole. La ribellione si è estesa rapidamente, quel primo maggio, ed una lotta è iniziata tra lo staff di Digg, che continuava a cancellare gli articoli contenenti il codice, e nuovi utenti, che lo reinserivano ovunque.

Ma sarete felici di sapere che dopo un’estenuante giornata di guerriglia in rete, Kevin Rose si è finalmente arreso all’idea che digg.com fosse in realtà di proprietà della comunità virtuale che lo arricchiva e lo faceva crescere; molto più che di sua proprietà. Alla fine Kevin, il cui staff era decisamente troppo ridotto per tenere testa a centinaia di migliaia di “rivoltosi”, si è unito lui stesso alla battaglia.
Digg.com si prepara dunque ad affrontare una lunghissima battaglia legale, ma ben consapevole del fatto che non si possano mettere a tacere le voci dei milioni di utenti che rendono il sito quello che è.
Una parte delle conseguenze legali toccheranno probabilmente anche a YouTube, dove la stringa di codice è stata tramutata in una canzone dai Dinosaur Lightning, e messa online in diverse versioni.
Dunque le comunità virtuali di ogni genere stanno prendendo consapevolezza del proprio potere, sanno di avere schiere decisamente folte, di poter pensare con la propria testa e di essere la vera linfa vitale della rete; probabilmente episodi come questo entro breve non saranno più poco comuni.
Vi lasciamo con la poetica canzone ispirata alla vicenda, dal titolo di “Oh Nine, Eff Nine. Facile immaginare a cosa si riferiscano le “parole”.
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il WiMax è una tecnologia già presente in vari paesi d’europa che permette l’utilizzo di sfruttare un’ampia banda (fino a 70Mbps) per le comunicazioni di ogni genere (soprattutto internet e telefonia).
Il punto di forza di questa tecnologia è che una sola antenna emette un segnale in grado di coprire aree con un raggio di circa 50 km quadrati. L’ installazione WiMAX non richiede equipaggiamenti particolari. Un’antenna è più che sufficiente per unterritorio vastissimo e soprattutto ha la capacità di trasmettere attraverso territori parzialmente ostruiti (montagne, palazzi…)
Come abbiamo ripetuto molte volte in questo blog, negli altri paesi Europei il WiMax è già una raltà e tutta la popolazione può liberamente usufruire del servizio. Al contrario molte e vaste aree di questo Paese ancora stentano ad essere raggiunte dall’ Adsl.
Il 9 Maggio 2007 è stato deliberato dall’autorità per le comunicazioni l’assegnazione delle frequenze necessarie al WiMax che prima appartenevano al Ministero della Difesa.
Nel mese di giugno 2007, si terrà l’asta pubblica per l’assegnazione delle frequenze per il Wi-Max.
Bisogna fare attenzione però all’uso che ne viene fatto. Attualmente, nella delibera, si parla di uso commerciale delle frequenze ma in altri paesi una parte delle frequenze sono dedicate ad usi liberi da parte della cittadinanza e quindi non commerciali.
Una Petizione Online che ho firmato e che vi invito a firmare, chiede che le concessioni per il WiMax siano assegnate per almeno 1/3 a piccoli enti, locali e pubblici che ne garantiscano il LIBERO USO da parte dei singoli cittadini anche in forma associativa SENZA FINI di LUCRO.

Confidando ovviamente in un esito positivo, vorrei fare una osservazione: forse non tutti sanno che il Comune di Roma fornisce un servizio di connessione Wireless gratuito attraverso degli HotSpot situati nei parchi pubblici e in altre zione di interesse. Il sevizio viene pubblicizzato in questo modo:
“Nei luoghi pubblici di Roma coperti dagli hot spot RomaWireless chiunque può accedere comodamente alla rete come se fosse nel proprio ufficio o nella propria casa. Così l’utente potrà scaricare e inviare posta elettronica, accedere alla intranet della propria azienda o semplicemente navigare in Internet con tutta la velocità della Larga Banda immerso nei magnifici scenari dei posti più belli e suggestivi della Capitale.”
Tutto bene SE NON FOSSE CHE nella pratica il servizio è fortemente limitato, ciò che non compare sui manifesti che pubblicizzano Roma Wireless è che nei fatti la procedura per connettersi è la seguente:
una volta raggiunto il punto di interesse coperto dal sevizio, (mettiamo ad esempio il centro di Villa Borghese), una volta acceso il portatile , una volta registrati gratuitamente e compilato il form in tutti i suoi campi, fornendo un numero di cellulare valido, una volta ultimata la registrazione e aver effettuato, tassativamente entro 15 secondi dal login, una chiamata, anch’essa gratuita, con il cellulare segnalato all’atto della registrazione; una volta ricevuto l’sms con il codice di autenticazione E una volta inserito il codice nell’ apposito campo per il login ALLORA -ammesso che tutto abbia funzionato correttamente- potrete finalmente navigare gratuitamente PER UN’ ORA.
per un’ ora?????
dopo tutto quello che ho fatto dovrei come minimo poter mettere le tende … e invece no. Un’ ora. Insomma, da oggi puoi COMODAMENTE trascinare il portatile a Villa Borghese, perdere una vita per effettuare tutta la procedura di registrazione, controllare la posta e poi tornare a casa.
A buon intenditor….
vedi anche
Blog di Beppe Grillo
i Phone
Roma Wireless
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E’ da un paio di giorni in vendita in tutti i supermercati Giapponesi la nuova bibita lanciata dalla Pepsi: la Ice Cucumber.
L’etichetta sulla bottiglia ne parla come di una “combinazione tra cetriolo e cola”, ma a quanto pare il sapore di cola è in effetti ridotto rispetto a quello del vegetale.
Il prezzo sarà contenuto: 140 yen (all’incirica un euro) per una bottiglietta da mezzo litro, e la bibita verrà imessa sul mercato dal distributore giapponese della Pepsi, la Suntory Ltd, che spera di venderne 200.000 confezioni entro i prossimi tre mesi.

Ovviamente però la Pepsi Ice Cucumber non contiene la minima percentuale di cetriolo, ed il “fresco sapore” è stato ricreato del tutto artificialmente. La bibita è ovviamente verde menta, ed a quanto pare molte persone nel paese del sol levante la stanno acquistando per pura curiosità. Vedremo se la novità verrà apprezzata.
Si pensa che il prodotto possa presto debuttare anche negli Stati Uniti. Ammesso (e non è da escludersi) che i Giapponesi mostrino qualche minimo interessamento all’improbabile bibita.

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Uno scontro epico tra le due menti informatiche più note al mondo: Bill Gates e Steve Jobs. Ambientata all’interno di un computer questa battaglia con un finale a sorpresa riuscirà a sancire una volta per tutte il destino del mondo (cybernetico)?
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