Per un artista esistono diversi modi di interpretare un paesaggio cittadino, ed a volte per creare qualcosa di unico ed originale non basta armarsi di tela, tavolozza e colori ad olio.
Nel caso degli artisti qui in basso, ad esempio, i materiali e le risorse utilizzati non hanno davvero nulla a che vedere con la pittura tradizionale.
Le sculture cittadine in questione sono fatte di utensili, cibo e rifiuti, ma il risultato non è per questo meno spettacolare. [Woman's Day via The Presurfer]

Opera di Jacob Dahlgren, questo paesaggio urbano è stato creato usando pile di pezzi di legno dipinti, e non è modellato su nessuna città in particolare.

Per realizzare la sua Ephemicropolis, Peter Root ha lavorato per 40 ore, utilizzando 100.000 graffette da spillatrice. Al momento l’artista ha in programma la costruzione di una versione ancora più grande della stessa città.

Per questa sua seconda opera, Peter Root ha usato circa 60 $ di patate, che ha sbucciato ed affettato personalmente e messo in equilibrio in due settimane di lavoro. L’opera si intitola Wasteland, e per creare l’effetto decadente Root ha lasciato che le patate andassero a male per ben due mesi.

Atlantis è un’opera di Gayle Chong Kwan costruita utilizzando ben 1400 contenitori di plastica per alimenti che l’artista ha recuperato in giro per Londra. L’opera viaggia di esibizione in esibizione dal 2008.

Intitolata DCCCXVII A.U.C., questa Roma in fiamme moderna, creata da BBM, è realizzata in acciaio tagliato con il laser e commemora il grande incendio di Roma del 64 D.C.
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