I più ambientalisti di noi non possono fare a meno di preoccuparsi, giorno dopo giorno, della situazione disastrosa in cui versa ormai il nostro povero pianeta. La soluzione, lo sappiamo tutti, è in mano ai singoli individui, che sono chiamati a fare la loro parte riducendo le emissioni di CO2, riciclando ed informandosi sulla provenienza dei prodotti che consumano. Col passare del tempo, chi riesce a “pensare verde” ha modificato piccole e grandi abitudini della sua routine giornaliera ed esprime il suo attaccamento al pianeta quotidianamente.
Scommetto però che a ben pochi è venuto in mente un particolare aspetto della vita che l’occhio critico di un ecologista dovrebbe prendere in esame: come la mettiamo con il nostro funerale?
Presto o tardi, si sa, ci arriveremo tutti e, visto che per allora probabilmente non ci importerà più molto delle nostre spoglie terrene, perchè non approfittarne per compiere un ultimo, estremo atto di ambientalismo?
Vi ho già parlato in passato dell’impatto ambientale causato dall’industria funebre, ma esiste un modo per ovviare al problema: farsi seppellire in una bara ecosostenibile in cartone.
A produrrele Ecoffin è la ditta Tri-Wall K.K., specializzata nella produzione di scatole per imballaggi, e la bara è realizzata in un particolare tipo di cartone fabbricato col legno di alberi provenienti da selvicolture sostenibili.
Essere seppelliti in una bara di questo tipo significa utilizzare metà del legno impiegato per la fabbricazione di una bara tradizionale e sprecare metà dell’energia in caso di cremazione. Qualora seppellite nel terreno, inoltre, queste bare inquinano un terzo di quanto farebbe una bara standard.
La compagnia promette infine di piantare dieci alberi di pino rosso in Mongolia per ogni bara prodotta. Dunque perchè non fare di questa bara il nostro testamento ambientalista?[via Japan Probe]

Frida
Luglio 14th, 2008 alle 10:15
io ci sto! solo l’ idea di finire in una scatoletta di ferro ricoperta di legno massello e imbottita di raso mi fa venire i brividi… per non parlare del fatto che poi vieni murato in un loculo di cemento col tappo di marmo… no no no!
per piacere restituitemi alla terra… in maniera ecosostenibile!
Plainsong
Luglio 14th, 2008 alle 10:17
Sono d’accordo… mi viene la claustrofobia solo all’idea.
e poi caso mai gli zombie si risvegliassero per camminare sulla terra, vuoi mettere uscire da una bara di cartone anzichè scavarsi la strada fracassandone una di legno?
Bisogna pensarci a queste eventualità.
Frida
Luglio 14th, 2008 alle 10:26
eggià! questi sono bei problemi, anche perchè le bare di oggi non sono solo di legno, ma hanno uno strato di metallo che tra l’ altro viene saldato e sigillato (operazione assolutamente macabra). E da lì col cavolo che esci…
chi lo sa…dici che è un modo per prevenire un attacco di zombie?
Plainsong
Luglio 14th, 2008 alle 11:01
Non lo escluderei… questa è una forma di razzismo nei confronti dei non morti!