Era solo una questione di tempo prima che si arrivasse a questo: l’estrema popolarità dei manga (che, per chi vivesse in una caverna isolato dal mondo, è il nome con il quale i giapponesi chiamano i loro fumetti) ha portato ad adattamenti disegnati di ogni sorta. E se l’inesorabile avanzata di questo genere è iniziata con prodotti originali, negli anni le case editrici del Sol Levante non hanno lesinato le curiose reinterpretazioni di opere straniere.
Se possiamo chiudere un occhio sulla versione Manga dell’Uomo Ragno e di Hulk, che risalgono addirittura agli anni ‘70, forse potremmo fare qualche obiezione sul buon gusto di un adattamento a fumetti in stile giapponese delle opere di Shakespeare o di Orgoglio e Pregiudizio Jane Austen. Ma la Bibbia Manga, realizzata di recente da Siku, autore di fumetti inglese (!), di certo supera ogni confine della nostra immaginazione.
Bisogna ammettere che con una sceneggiatura già scritta e piena di punti di forza (sesso, guerra, violenza ed azione, non c’è da stupirsi che la Bibbia sia il best-seller dei best-seller) il manga si disegna da solo, e Siku non ha fatto altro che cogliere la palla al balzo.

Questo fumetto, progettato principalmente per attirare il pubblico più giovane, non manca di fare un pò di confusione nelle menti meno sveglie, ambientando addirittura la lotta tra Gesù ed il Demonio a Gotham City (la città del supereroe Batman). Da una parte oggetto di numerose polemiche, la Bibbia Manga ha un discreto seguito di fan, tra i quali addirittura l’Arcivescovo di Canterbury.
La versione di Siku, in vendita a 10,36 $ (quasi 7 €), tratta le vicende che vanno dal Libro della Genesi all’Apocalisse di Giovanni (quindi entrambi i Testamenti) e non è l’unico adattamento delle Sacre Scritture in “formato manga”. Ma la Manga Bible è di certo è stata la prima del suo genere ad essere pubblicata in lingua inglese, ed è per ora l’edizione col pubblico più nutrito.

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Frida
Gennaio 26th, 2008 alle 12:14
Sono manga, si, ma sono palesemente illustrati da Inglesi, o comunque NON GIAPPONESI, almeno per quanto riguarda le opere di Shakespeare (l’ Amleto è illustrato da una certa Emma Vieceli).
Domanda: si può definire MANGA un fumetto che non è giapponese nè nel soggetto nè nei disegni?
Insomma tra un po’ ci ritroveremo l’ennesima edizione de “I Promessi Sposi” in libreria e avranno il coraggio di chiamarlo manga??
mmmmmm….