Nell’era dell’animazione digitale abbiamo da tempo dimenticato parole come fenachistoscopio o zootropio, e rischiamo di mettere da parte alcune nozioni essenziali della storia del cinema e dell’immagine in movimento in generale.
Ma per fortuna a volte interviene qualche creativo a ricordarci che le nostre origini non solo sono importanti da tenere a mente, ma possono trasformarsi nella fonte di ispirazione per qualcosa di nuovo e di interessante. E’ il caso, ad esempio del Fonografantasmascopio, opera creata da Jim Le Fevre che ricorda dei vecchi strumenti usati alla fine dell’800 per l’animazione, ma li rielabora in tre dimensioni, sfruttando un giradischi per creare il movimento e fornire allo stesso tempo una colonna sonora (In the Lost and Found di Elliot Smith).
Il risultato è decisamente affascinante.[via Neatorama]