Ormai ne hanno sentito parlare anche i muri: su internet ci si può drogare gratis. Mi riferisco, ovviamente, alle temibili droghe sonore di cui i media hanno vagheggiato tanto in questi giorni, delle frequenze audio tra i 3 ed i 30 Hertz che pur se non avvertite dall’udito umano sarebbero percepite dal cervello, nel quale innescherebbero particolari reazioni assimilabili agli effetti di una droga vera e propria.
Online sono disponibili “dosi” di tutti i tipi, dall’alcol all’oppio, dagli allucinogeni ad una presunta cura per i postumi da sbornia, passando per morfina, cocaina, metanfetamina e tutte le sostanze illegali più popolari del nostro secolo. Ovviamente questi file, dalla suggestiva estensione .drg, promettono gli stessi effetti delle loro controparti reali, per un prezzo decisamente inferiore e con conseguenze meno drammatiche.
Il software usato per “drogarsi” (continuate a leggere e vi spiegherete perchè questi termini sono usati tra virgolette) è l’iDoser, ed i file .drg sono reperibili online a pagamento. Ma chiunque abbia un minimo di familiarità con internet può procurarsi centinaia di dosi gratuite in pochi minuti.
Come resistere alla tentazione? Noantri (e per la precisione la sottoscritta, sempre felice di fare da cavia) ha deciso di testare di persona questo genere di “stupefacenti”. In fondo, ci siamo detti, in Italia la Guardia di Finanza sta già indagando sul fenomeno, quindi forse qualcosa di vero ci sarà.
Ho seguito tutte le istruzioni ed i consigli disponibili online, visto che a quanto pare non basta semplicemente riprodurre il file, ma occorre creare anche l’atmosfera giusta: bisogna usare degli auricolari di discreta qualità ed ascoltare la “dose” per intero, al buio e possibilmente sdraiati e rilassati.
Ho scelto l’oppio, qualcosa di non eccessiamente forte ma neppure assimilabile ad una droga leggera, ma al contempo una sostanza stupefacente senza potenziali effetti allucinogeni, insomma l’ideale per un test di prova.

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Il risultato? Rivoglio indietro l’ora della mia vita che ho sprecato con iDoser: non solo non ho percepito il benchè minimo effetto, ma mi sono anche annoiata a morte.
Ma entriamo nel dettaglio: il suono riprodotto è monotono ed estremamente irritante, le dosi hanno una durata interminabile che varia dai quaranta minuti al’ora, e per via del fastidio provocato dal rumore non si riesce neppure a prendere sonno, nonostante la noia.
Sono convinta che ci si possa rilassare più facilmente ascoltando musica new age, o che si possano percepire alterazioni di coscienza più credibili ballando musica trance. In sostanza gli inventori dell’iDoser si aspettano che ci si sballi con la forza del pensiero.
Mi immagino le decine di genitori che avranno già sequestrato le cuffiette ai figli, gli insegnanti preoccupati di fronte ad uno studente troppo affezionato al suo iPod, e la Finanza che invece di cercare cd piratati indagherà sui casi di audio droga. Tutta fatica sprecata, cari i miei lettori: droghe online, gratuite e senza effetti collaterali? Andiamo, è troppo bello per essere vero.
A dare ulteriore credito al fenomeno ci sono i filmati che decine di teenager caricano su YouTube, video che li mostrano mentre sono “fatti”. A volte invidio chi è in grado di avvertire uno stato di coscienza alterato solo grazie alla magica forza della suggestione; di certo però questo tipo di atteggiamento non farà che contribuire alla demonizzazione di internet e delle risorse che offre.
Ci aspetta una nuova era di proibizionismo virtuale o questo polverone sfumerà in pochi giorni? E voi? Avete provato una “dose audio”? Quali sono le vostre impressioni a riguardo? [grazie a Frida e Riccardo]

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