Quello di cui sto per parlarvi è diventato di recente un prodotto per la cura del corpo molto popolare, ma io ancora non riesco a capacitarmi di quanto possa essere disgustosa l’idea di spalmarmelo sulla faccia.
In Italia si chiama Elicina, ma all’estero esistono numerose varianti della crema basate sullo stesso principio; il nome deriva dalla fonte dell’80% del contenuto di ciascun vasetto: l’helix aspersa, comunemente nota come “chiocciola” o “lumaca”.

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Avete capito bene, signore mie (ed attoniti maschietti), stiamo parlando di spalmarsi addosso bava di lumaca. A quanto pare il viscido liquido che le chiocciole sono solite lasciare lungo la loro scia, dalla più ortodossa denominazione di mucopolisaccaridi di lumaca, possiede delle proprietà rigeneranti stupefacenti, le stesse che aiuterebbero i molluschi in questione a riparare il proprio guscio in caso di lesioni. La crema, stando a quanto sostiene il sito ufficiale, è in grado di riparare piccole cicatrici e smagliature e di alleviare problemi di acne, macchie e rughe. Il cosmetico, disponibile sia come crema idratante che come balsamo dopobarba, donerebbe inoltre una pelle più elastica e vellutata grazie alle sue proprietà rigeneranti del tutto naturali.
Va detto che la ditta che produce Elicina sostiene che a nessuna lumaca venga arrecato danno nei loro laboratori, e che la secrezione sia raccolta passivamente, e questo mi solleva già molto perchè personalmente provo una gran simpatia per le suddette viscide creaturine. Ma un brivido non può fare a meno di corrermi lungo la schiena all’idea di spalmarmi letteralmente una lumaca in faccia.
E pensare che da piccola mi vietavano severamente di giocare con gli insetti.

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