Chiunque abbia familiarità con i trasporti pubblici delle grandi città sa bene quanto sia facile addormentarsi in metropolitana. Sarà il tepore che ci avvolge, sarà il dondolio dei vagoni, sarà la ritmicità nel susseguirsi delle fermate, ma un viaggio in metro sembra proprio l’ideale per conciliare il sonno.
Qante volte vi è successo di appisolarvi e perdere la vostra fermata? Su chi si può fare affidamento per essere svegliati al momento giusto quando si è in treno?

Grazie al dispositivo ideato dal brillante inventore giapponese Pyocotan, potrete contare sull’aiuto degli altri passeggeri per non perdere la vostra fermata a causa della sonnolenza: il suo congegno, soprannominato Noriko-san, è una mascherina pensata per schermare la luce e conciliare il riposo; ma allo stesso tempo Noriko comunica a tutti i passeggeri qual’è la vostra fermata. A quel punto non dovrete fare altro che affidarvi alla bontà del primo sconosciuto di passaggio, e sperare che questi provvederà a svegliarvi al momento giusto.
La maschera, dotata di un display LED è stata testata sulla famosa linea Yamanote, la più trafficata di Tokyo, ma per il momento non garantisce un’affidabilità del 100%: il prototipo, che è costato all’incirca 200 $, ha un aspetto troppo poco rassicurante perchè i passeggeri si dimostrino ben disposti a svegliare chi lo indossa.
Con qualche ritocco da parte di un designer esperto, però, la mascherina per dormire in metropolitana potrebbe, chissà, diventare persino un gadget di uso comune. [Via Laughing Squid]
P!nkinisde
ottobre 21st, 2008 alle 13:43
L’oggetto più brutto del mondo. Gia che c’era poteva renderlo un pò più carino. Sti occhi da rana strabica appiccicati sopra? Il display messo storto? Ma che è? Poi si dovrebbero incorporare dei tappi per le orecchie. Che inventore da quattro soldi!
Frida
ottobre 21st, 2008 alle 20:39
in realtà i cartellini da apporre su un apposito cappellino con il con il semplice nome della fermata fanno altrettanto il loro dovere e io sapevo che venivano largamente impiegati a questo scopo… anche se a dire il vero noi non ne abbiamo visti